VILLA GIACOBBE
Villa Giacobbe - facciata giardino
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A poche decine di metri dalla stazione ferroviaria è possibile ammirare Villa Giacobbe il cui nome deriva dall’avvocato Giovanni Giacobbe che ne divenne proprietario nel 1841. Profondamente legata alle vicende della Battaglia del 4 giugno 1859, la Villa ne reca tuttora i segni, sulla facciata del giardino, che è stata lasciata crivellata di proiettili in memoria dei sanguinosi scontri in cui morì anche il Generale Espinasse.
Le prime notizie dell’edificio attualmente noto come “Casa Giacobbe” risalgono al 1664 anno in cui l’edificio, di proprietà della famiglia Borri, fu ipotecato a beneficio di nobildonna milanese Clara Pedra Borgazzi, per coprire i debiti accumulati da Fratesco Borri. La villa fu definitivamente ceduta nel 1690 da Maddalena Borri a Carlo Domenico Borgazzi, figlio di Clara, e da questi passò nel 1798 a Giovanni Battista Borgazzi. Divenne in seguito proprietà del ragioniere Filippo Vigano che, a sua volta, cedette tutti i suoi beni a Giovanni Andrea De Andrea di Milano. Alla morte di quest’ultimo, avvenuto nel 1833, la villa e il parco adiacente rimasero alla figlia Agostina De Andrea, sposa dell’Avvocato Giovanni Giacobbe.
Durante la battaglia del 1859 la villa, per la sua posizione strategica all’ingresso della città, con una torretta dalla quale era possibile controllare la vicina linea ferroviaria, fu al centro di una sanguinosa battaglia durante la quale trovò la morte anche il Generale Espinasse, colpito dai soldati austrici che occupavano la Villa.
A seguito degli eventi storici in essa verificatisi, la Famiglia Giacobbe istituì un museo per la conservazione dei cimeli della battaglia. Nel 1821 Giovanni Giacobbe decise di donare i beni storici conservati alla città di Magenta che dieci anni dopo, per volere del Podestà Giuseppe Brocca, li fece trasferire al museo del Risorgimento di Milano dove sono tuttora custoditi. Nel 1935 Villa Giacobbe divenne proprietà del Comune di Magenta che la ristrutturò demolendo le rustiche ali laterali e chiudendo il porticato di ingresso con ampie vetrate. Nei decenni successivi Villa Giacobbe fu utilizzata per diversi scopi: scuola, biblioteca comunale, museo, sede del Parco del Ticino. Attualmente essa è sede delle Associazioni Comunali, che con la loro attività ne arricchiscono il significato storico e la rendono ancor più centro culturale della città.
Cicli pittorici del Campi |
Di grande interesse sono i cicli pittorici di Giacomo Campi, incaricato dall’avvocato Giuseppe Giacobbe di decorare il porticato della villa con rappresentazioni della Battaglia del 1959. Gli affreschi furono completati nel 1897, come indicato da una scritta sulle stesse opere. Il Campi fu anche l’autore delle due pitture del grandioso camino cinquecentesco risalenti al 1918: “Il brindisi della riconciliazione” in cui due soldati feriti devono al termine della battaglie, e l’allegoria dell’ “Unità d’Italia”.
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