LA CHIESA DI SAN MARTINO
La chiesa di San Martino
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Per l’importanza storica e la magnificenza architettonica la Chiesa di San Martino riveste nella storia e nella cultura di Magenta un ruolo di primaria importanza. Tappa fondamentale per chi visita la città essa incontra l’interesse di pellegrini e di turisti per le vicende storiche alle quali è inscindibilmente legata
L’antica Chiesa di San Martino era originariamente ubicata nell’omonima piazza (oggi Piazza Kennedy). Al suo interno furono accolti i feriti della Battaglia di Magenta del 1859. Nei decenni successivi, manifestandosi sempre più l’esigenza di più ampi spazi per accogliere la crescente comunità ecclesiastica magentina, Don Cesare Tragella, Prevosto di Magenta a partire dal 1885, propose di realizzare una nuova grande chiesa in memoria di tutti i caduti della battaglia. Egli riuscì quindi ad ottenere finanziamenti anche da Parigi e Vienna, rendendo possibile la costruzione di un Tempio considerato all’epoca il più grande della Diocesi di Milano dopo il Duomo. Lo sforzo maggiore fu però sostenuto dai cittadini di Magenta. A tal proposito fondamentale fu la donazione della Sig.ra Angelina Fornaroli, vedova Marinoni, la quale cedette un complesso di case coloniche di sua proprietà nella posizione ove attualmente sorge la Chiesa. Ma di altrettanta importanza fu il contributo di tutti i magentini, anche quelli delle classi meno abbienti che si offrirono di lavorare gratuitamente mettendo a disposizione carretti e rimorchi per il trasporto dei materiali. La progettazione fu affidata all’architetto Perrucchetti di Milano, che disegnò una struttura di 83 metri di lunghezza con un transetto di 30 metri.
Il 1 gennaio 1900, all’alba del nuovo secolo, Don Tragella celebrò la prima S. Messa in una Chiesa in cui i lavori non erano ancora ultimati. La consacrazione del nuovo Tempio avvenne il 24 ottobre 1903. La solenne cerimonia venne celebrata dal Cardinale Andrea Ferrari, Arcivescovo di Milano e Magenta fu per 3 giorni meta di visite di importanti autorità dell’epoca.
La chiesa, a forma di croce latina, si presenta con una grandiosa facciata improntata al più fantasioso manierismo toscano e caratterizzata dall’ampio portale, dal rosone centrale e da statue e bassorilievi di pregevole fattura.
L’interno è suddiviso in tre navate e sei cappelle dedicate al Crocefisso, a San Crescenzio e al Sacro Cuore quelle di destra a San Giuseppe, alla Madonna e a San Francesco quelle di sinistra.
Di particolare importanza artistica sono gli altari, opera di Bellasio, celebre cesellatore.
Splendido infine l’organo realizzato dai Fratelli Prestinari, recuperato dall’Antica Chiesa di San Martino e arricchito dagli intarsi del Corneo.
Gli affreschi della cupola centrale e delle navate laterali, rappresentanti scene della vita di San Martino sono attribuiti a Morgari. Nelle navate laterali è invece possibile ammirare affreschi rappresentanti le stazioni della Via Crucis e sono attribuiti come molte delle decorazioni interne, alla scuola del Prof. Valtorta e ai suoi discepoli Cavenaghi, Gemoli e Secchi.
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