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LA CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA
La chiesa di Santa Maria Assunta La chiesa di Santa Maria Assunta
A pochi passi dalla Piazza centrale la Chiesa di Santa Maria Assunta, seconda della città per ampiezza dopo la Basilica di San Martino, impone al visitatore la propria sobria grandiosità. Ricca di pregevoli opere riconducibili ad importanti artisti del XVI e XVII secolo, la chiesa di Santa Maria Assunta è oggi uno dei luoghi turistici più visitati, anche per la splendida cornice che i prospicienti portici del centro storico le regalano.
La data di fondazione del monastero di S. Maria Assunta dei Padri Celestini in Magenta non è riportata in alcun documento archivistico, tuttavia si ritiene, in base ad alcuni documenti di P. Parodi che essa risalga alla seconda metà del XIV secolo, come è possibile dedurre da un documento del 1398 che descrive le domus della Pieve di Corbetta. In tale documento la chiesa di Santa Maria Assunta viene chiamata “Ecclesia Sanctae Mariae Celestinorum de Mazenta”
Il campanile è invece di successiva costruzione: lo stesso Parodi indica nella fine del XV secolo il periodo più probabile della sua realizzazione.
La chiesa di Santa Maria Assunta presenta una facciata di chiara impronta romanica, essenziale e priva di statue e bassorilievi, con un unico portale di ingresso sormontato da un mosaico rappresentante il Cristo Redentore. L’interno strutturato in un'unica navata di cinque campate coperte da volte a crociera, ha un gusto barocco ed è caratterizzato dalle sei cappelle laterali e soprattutto dal polittico cinquecentesco attribuito a Bernardo Zenale.
Di grande interesse sono anche “il trionfo dell’Eucaristia”, una tela del XVII secolo che si può trovare nella prima cappella a destra, e “l’adorazione dei Magi” nella seconda cappella a destra, opera di un pittore rinascimentale tuttora ignoto di chiara ispirazione correggesca.
Nella terza cappella si trovano le opere artisticamente più prestigiose: si tratta di due tavole risalenti al 1501 di Ambrogio da Fossano dello il Bergognone. Tali opere, inserite nel polittico dello Zenale, furono probabilmente collocate per sostituire altri lavori attribuiti allo stesso Zenale degradati a causa del tempo o distrutti in circostanze ignote.



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