Chiesa di San Martino
Ubicata nella piazza centrale di Inveruno la Chiesa di San Martino ne caratterizza profondamente l'aspetto estetico e il suo campanile, eretto nel 1946 dopo la distruzione del precedente campanile da parte di tedeschi in fuga, spicca nel profilo della cittadina inverunese caratterizzata per il resto da una quasi totale assenza di palazzi o strutture particolarmente alte.
La chiesa di San Martino risale nella sua concezione originaria all'anno Mille e la sua esistenza nel XI secolo è testimoniata da alcuni documenti risalenti al 1177 che parlano della "...canonica di Sancti Martini de loco Euruno […]".
Nel corso dei secoli la chiesa fu ampliata e modificata diverse volte. Nel 1604 esisteva una cappella dedicata a San Carlo Borromeo, nella quale si poteva ammirare un imponente quadro del santo attribuito al pittore Giulio Cesare Procaccini. Nel 1605 il Cardinale Federico Borromeo, in visita alla Pieve di Dairago, fece un sopralluogo anche presso la comunità inverunese e la chiesa di San Martino. All'epoca la chiesa era lunga circa 15 metri e larga 10. Nella seconda metà del XIX secolo l'aumento della popolazione comportò l'ampliamento della struttura esistente, tuttavia i lavori realizzati minarono la stabilità dell'edificio che fu demolito e ricostruito. La nuova chiesa fu consacrata dall'Arcivescovo di Milano Cardinale Andrea Carlo Ferrari il 23 novembre del 1901.
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