VILLA MARINO
la facciata di Villa Marino
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Nota per la cruenta tradizione alla quale è legata per gli atti delittuosi commessi dal suo proprietario, Villa Marino è un bell'esempio di palazzo barocco, arricchito da affreschi e particolari architettonici di grande rilievo.
Nata sulle fondamenta dell'antica residenza quattrocentesca di Stefano Stampa, Villa Marino deve il suo nome al ricco banchiere genovese Tommaso Marino che nel 1500 la fece costruire per abitarci. Alcune testimonianze affermano che proprio in questa villa Tommaso Marino uccise la moglie Arabella Corsaro, occultandone le spoglie nell'ampio giardino e fuggendo poi di nascosto, abbandonando la villa appena costruita.
Successivamente l'edificio divenne proprietà degli Arcimboldi e nel 1882 passò all'ente comunale di Assistenza.
Attualmente Villa Marino situata in via Gozzadini n. 31, è una residenza privata non aperta al pubblico.
Villa Marino ha una pianta a U con la fronte disposta in direzione del Naviglio Grande. La facciata del corpo principale è caratterizzata da un ampio porticato con cinque arcate a tutto sesto. Dalla campata centrale si accede poi all'andito, che collegava la cosiddetta "corte civile" alla "corte rustica", prospiciente il Naviglio. A est del corpo principale si estendeva poi il giardino, sul quale erano affacciate le sale del pian terreno.
Di grande rilievo sono gli affreschi del piano superiore raffiguranti le Parche, mentre i soffitti cassettonati rappresentano un esempio di rara bellezza nel loro genere.
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