Chiesa di San Vittore
Chiesa di San Vittore
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Affacciata su piazza del popolo, al centro di vie disposte a raggiera, la Chiesa di San Vittore Martire rappresenta uno dei luoghi di culto pił conosciuti e pił caratteristici di Corbetta.
Il nucleo originario della attuale Chiesa di San Vittore Martire risale al III secolo e venne edificato per volere di San Mona sopra i resti di una antica ara pagana. La chiesa venne poi ristrutturata in epoca longobarda secondo i dettami dell'architettura di stile romanico, e venne aggiunta una cripta dedicata a San Materno. Nei secoli successivi il progressivo deterioramento dei materiali e l'assenza di interventi di ristrutturazione provocarono la caduta del tetto e la conseguente distruzione dell'altare maggiore avvenuta nell'anno 1535. Fu poi grazie all'intervento di Carlo Borromeo che negli ultimi decenni del 1500 ripresero i lavori di ristrutturazione che portarono anche alla realizzazione del campanile.
Nel 1725 venne realizzata l'attuale sagrestia, decorata con stucchi e affreschi di pregevole fattura, mentre la facciata risale al 1848 ad opera dell'architetto Luigi Cerasoli.
La canonica fu ufficialmente consacrata nel 1891 da Paolo Angelo Ballerini, arcivescovo di Milano e patriarca di Alessandria d'Egitto. Il campanile della chiesa, crollato nel 1902 fu ricostruito nel 1921 raggiungendo l'altezza di 71 metri.
La chiesa di San Vittore si presenta con una facciata spiccatamente neoclassica con un lungo colonnato che regge nella parte centrale il frontone che copre il sagrato e anticipa il corpo centrale caratterizzato da un ampio rosone e una linea architettonica pulita ed essenziale. L'interno, realizzato su una tipica pianta a croce latina, si presenta suddiviso in tre navate con colonne che reggono capitelli in stile dorico e l'altare centrale rialzato rispetto al pavimento, nel rispetto della cripta sottostante.
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